Chiesa parrocchiale dei Santi Gavino, Proto e Gianuario

La chiesa, in stile tardo gotico aragonese, è stata edificata fra il XV e il XVI secolo nel centro del paese, ed è caratterizzata da un’alta torre campanaria e un magnifico rosone in facciata.

Il campanile, alto 33 metri, è a pianta quadrata e riporta motivi dello stile romanico con archi ogivali e sequenze di archetti pensili, oltre all’orologio e alla meridiana, quest’ultima posta sul lato sud.

La parte superiore ha avuto, negli anni, diversi rimaneggiamenti prima di giungere alla forma odierna. L’orologio attuale ha sostituito il vecchio meccanismo, realizzato nel 1871 dall’orologiaio Antonio Chessa di Osilo, conservato all’interno del Palazzo comunale, mentre le vecchie campane sono all’interno della chiesa vicino all’ingresso per il campanile.

Il rosone, fra i più belli esistenti nell’architettura isolana, è in trachite e misura un diametro di circa m 2,90. Da un piccolo cerchio centrale si irraggiano delle colonnine che vanno a formare dei petali circondati da una spessa cornice di sagome dentellate.

L’interno dell’edificio, a pianta rettangolare, è diviso in tre navate con le volte a botte sorrette da costoloni in trachite. Nelle navate laterali si aprono rispettivamente sei cappelle a destra e tre a sinistra, comunicanti fra loro con archi a tutto sesto, mentre la navata centrale è scandita da quattro sottarchi che la suddividono in cinque campate.

Le tecniche costruttive sono quelle della tradizione architettonica catalana e donano all’edificio delle proporzioni contenute e raccolte, che favoriscono la percezione di uno spazio a dimensione d’uomo. La chiesa ha al suo interno delle opere lignee settecentesche di estremo interesse per fattura e stato di conservazione: si tratta del pulpito, del fonte battesimale, del coro e dei confessionali.

Il primo è di forma ottagonale, con le rispettive facciate scandite da partiture geometriche ornate da motivi vegetali, dentellature e fregi. Nel pannello centrale è riportato lo stemma di Porto Torres a ricordare l’origine dei martiri cui la chiesa è intitolata. Le finiture policrome variano nelle diverse tonalità dal verde all’oro.

Il Fonte Battesimale, collocato nella navata di destra subito dopo l’ingresso, è anch’esso policromo, ripetendo lo stile e i fregi del pulpito ed è datato 1706, come riportato nella sua parte frontale.

Il Coro è, invece, realizzato in legno di castagno e di noce e data fra il 1749 e il 1762; lo stile si distacca nettamente dai manufatti precedenti per sobrietà e assenza di coloriture aggiunte. Gli stalli sono ritmati da linee geometriche che racchiudono piatti rosoni decorativi e la cattedra si distingue per le dimensioni maggiori e per un baldacchino ligneo che la sovrasta.

Infine, i due confessionali policromi hanno una struttura identica fra loro e differiscono unicamente per le due ali laterali, le une decorate con un motivo ionico, le altre con un motivo a forma di palmetta. Lo sportello centrale riporta nella parte superiore un “graticcio” fitto e in quella inferiore un grande sole dorato.

La festa dedicata ai martiri turritani si svolge il 25 ottobre con manifestazioni liturgiche.

Testo a cura della dott.ssa Laura Melis

planimetria_Gavoi_02_es-01