Tonara – Barbagia di Belvì

Caratteristico e pittoresco centro montano barbaricino, situato a circa 1000 mt. sul livello del mare, ai piedi del suo monte Muggianeddu 1470 mt e di Punta Ghenn’e’Frores 1500 mt, sui contrafforti occidentali del massiccio del Gennargentu.

Immersa nel verde brillante dei suoi boschi millenari di castagni, noci, nocciole, quercie, roverelle, ricchi di fauna e flora, di esemplari centenari di castagni a Ghenna e’ Creccu e Bau Su Frau, ( c’è un esemplare in località “Sedda e’ Muros” che raggiunge i nove metri di diametro ) e imponenti resti di una foresta secolare di agrifoglio (chiamato “Alasi” in lingua tonarese ) a “Mont’e Susu” in località “Forreddos”.

Il suo territorio è fra i più ricchi e lussureggianti di vegetazione della Sardegna intera. E’ famosa tra i sardi perché fabbrica uno squisito torrone di miele, venduto in tutte le sagre isolane nelle variopinte bancarelle dai suoi esperti ambulanti, per la produzione di miele, per la raccolta copiosa delle castagne e delle nocciole, perché forgia i campani piu’ squillanti per il gregge, chiamati “Sonaggias o Pittiolos”(la sua produzione copre l’intero mercato isolano), per la produzione di legname, legna da ardere e per il confezionamento di mobili in stile tradizionale, di cassapanche in legname intagliato ( con motivi tipici della tradizione barbaricina ), di ferro battuto, di oggettistica e manufatti tradizionali, di multicolori tappeti (prodotti nelle cooperative locali e da privati) di pura lana sarda, l’orbace, (“abratze” in lingua tonarese) chiamate “fressadas” e “fanugas”, per i suoi centri storici distibuiti a diversa altezza nei suoi 4 rioni dai nomi preistorici, Toneri, Arasulé, Teliseri, Ilalà, più il moderno quartiere residenziale di Su Pranu, nei quali centri storici si possono ammirare bellissime balconate lignee che solcano il cielo e architetture rustiche tipiche delle casa di montagna di questo versante del Gennargentu.

Da visitare le celebri fonti, ”Galusè”, “Croccoledda”, “Pitzerimasa”, “Sa funtana de s’abe” “Funtana Fritta” cantate in famosi versi in  poesia dal poeta locale Peppino Mereu, il piu’ grande poeta in lingua sarda dei primi del Novecento, poeta ironico e sarcastico, impegnato in temi sociali, a cui Tonara ha dedicato i natali e numerosi scorci e piazze del suo abitato.

La parrocchiale del paese é dedicata a San Gabriele Arcangelo, ampia e spaziosa, in sobrie linee moderne conserva l’originaria torre campanaria risalente al 1606, è stata costruita per un voto espresso da alcuni pastori tonaresi che transumavano sul Gennargentu fino all’Ogliastra, utilizzando tra l’altro i materiali di spolio dell’ex parrocchiale dedicata a Santa Anastasia, antica chiesa pisana a croce latina, crollata nel 1832 e abbandonata dai tonaresi, di cui oggi rimangono soltanto i ruderi, una stele con iscrizioni in latino e i pendenti di pietra,”Campaneddas” che chiudevano le volte delle arcate a crociera della chiesa stessa.

Da vedere gli affreschi della 500scha  Sant’Antonio, dedicati a scene di vita del Santo e eseguiti da Gregorio Are e suo figlio, recentemente restaurati, per il quale santo i tonaresi festeggiano con fiera e spettacoli di interessante richiamo.

Da vedere le figure zoomorfe scolpite nella falsa capriata in legno della chiesetta medioevale campestre di San Sebastiano, pregievoli artefatti di gusto popolaresco.

Da vedere inoltre le “Domus de janas” in localita’ “Marti’”, alcune tombe di giganti nella stessa località, i resti del nuraghe oggi scomparso nella collina di “Su Nuratze, dei betili in località “Perdas Lobadas”-le pietre gemelle.

Dai 1500 mt. delle sue vette si ammirano panorami stupendi su 3/4 della Sardegna intera. In inverno funziona a intermittenza la pista sci ed il rifugio montano sul monte Muggianeddu. Particolari i festeggiamenti del carnevale tonarese col caratteristico “Coli-Coli”e i suoi “gozzos” dissacranti, canti improvvisati, di protesta sociale e sberleffo politico  contro le istituzioni, e l’accensione di falò-chiamati in lingua tonarese “foghillones”- nei rioni in onore di Sant’Antonio Abate e San Sebastiano, in Gennaio, con degustazione di arrosti e favata per tutti. Sfilata in costume tradizionale e suggestivi riti invece durante la settimana santa  con “S’Iscravamentu” “S’Incontru” e la “Via Crucis” recitata in lingua sarda, che si snoda tra i vicoli dell’antico rione di Toneri e in quelli di Arasulè.

A Pasquetta si svolge la sagra del torrone, dolce sardo per antonomasia di cui Tonara è capitale indiscussa, che richiama migliaia di visitatori, con la preparazione in piazza del delizioso dolce, spettacoli vari, balli, sfilata in costume, ed intrattenimenti.

Di Massimiliano Rosa

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