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Austis Desulo Fonni Gavoi Lodine Mamoiada Ollolai Olzai Orgosolo Ovodda Teti Tiana Tonara
 
Orgosolo
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OndinaimgnullOrgosolo
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lineaverdeAbitanti: 4.700
lineaverdeSuperficie:
223,68 Km2
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scorcio bim taloro
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scorcio bim taloro
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scorcio bim taloro
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Feste e Tradizioni
puntoverde 30 Giugno:
SS. Pietro e Paolo
(Patroni del paese)
puntoverde 14-17 Agosto:
Festa dell'Assunta:
processione in costume, al termine della quale vi è "Sa Vardia", prova di abilità equestre per le vie del paese.
puntoverde 31 Dicembre: "Sa Candelaria"
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Indirizzi Utili
puntoverde Municipio di Orgosolo:
C.so Vittorio - Tel. 0784/402126
puntoverde Vigili Urbani:
C.so Vittorio - Tel. 0784/402126
puntoverde Guardia Medica:
Via S. Antonio - Tel. 0784/402123
puntoverde P.A. Croce Verde Orgosolo
Tel. 0784/402540
puntoverde Biblioteca Comunale
Tel. 0784/402087
puntoverde Farmacia:
C.so Repubblica - Tel. 0784/402566
puntoverde Carabinieri:
Via Repubblica, 30 - Tel. 0784/402122
puntoverde Polizia:
Via Nuoro - Tel. 0784/402123-24
puntoverde Ufficio Postale
Via Locoe - Tel. 0784/402130
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puntoverde La bellezza aspra e selvaggia dei territori, il susseguirsi ininterrotto dei murales sulle facciate delle case, la bontà dei cibi uniti ad un’attenzione squisita nei confronti dell’ospite, sono le migliori credenziali di Orgosolo.
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Orgosolo
Forse nessun altro paese quanto questo rappresenta nell’immaginario del turista l’idea di sardità.

puntoverde Orgosolo sorge ai piedi del monte Lisorgoni (m 978), in una conca ricca di sorgenti, parte di un territorio boscoso tra i più suggestivi della Sardegna.

puntoverde E’ tra i monti del Supramonte, montagna antica, impervia, di aspra ma commovente bellezza e di ammaliante solitudine, che circonda il paese, che la natura ha eretto i suoi superbi santuari, come a proteggere e nascondere quelle popolazioni fiere e mai dome, quasi figli generati dalle sue
viscere pietrose, ancorati orgogliosamente ai loro riti e ad una natura dal selvaggio fascino.

puntoverde Il Supramonte è uno straordinario complesso montuoso, costituito da un vastissimo altopiano calcareo. Le strette gole, i larghi pianori, le profonde doline e gli imponenti bastioni, totalmente privi d’acqua in superficie a causa della natura del calcare fessurato che la inghiotte creando grandi laghi sotterranei, danno vita ad un paesaggio assai tormentato, caratterizzato dalla silente presenza dei vecchi ovili in pietra, a testimoniare l’utilizzo da parte dell’uomo di questo territorio, secondo
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Orgosolo
modalità arcaiche, passate senza troppi cambiamenti attraverso il lento volgere dei secoli. Tra i tronchi di ginepro, i fitti boschi di lecci e roverelle, gli aceri e i tassi, che nelle zone più alte lasciano il posto dapprima ai macchioni di eriche e ginestre, poi ai cespugli di timo e rosmarino e ai numerosi endemismi quali l’Euphrasia genargentea, il ribes sardo e quello del Corrasi, la campanula sarda, il Limoniun morisianum, si muovono agili tra i dirupi i veri padroni di casa, i mufloni, il gatto selvatico sardo, il piccolo cinghiale, seguiti dall’alto, nell’immensa profondità del cielo, dal volo maestoso delle aquile reali, degli astori, dei falchi e di numerosi altri rapaci.

puntoverde In mezzo a questa straordinaria natura, sono numerosissime le tracce lasciate dagli antichi abitanti di questi luoghi; dai reperti litici di Locòe alle circa 60 domus de janas, tra le quali ricordiamo quelle di Tettène, Istuvuzzai e Pandelai, la domus de janas con betilo scolpito di Sa Lopasa, un dolmen, una ventina di menhir, circa 25 tombe di giganti e ben 33 nuraghi, tra i quali, forse il più caratteristico per la sua posizione arroccata è il nuraghe Mereu.

puntoverde Ma l’immagine di Orgosolo è legata a
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Orgosolo
partire dagli anni ’70 in poi ai murales che abbelliscono le pareti delle sue
Orgosolo
case e che, come in museo a cielo aperto, parlano al visitatore raccontando gli avvenimenti, piccoli e grandi, che sono stati importanti per la comunità. In essi è facile ritrovare le speranze, i malesseri, le difficoltà e i desideri di una comunità fortemente autonomista e il suo senso non appartenenza, e talvolta di ribellione, ad un mondo contraddittorio. Il primo murale fu realizzato nel 1969, in piena fase di contestazione, da un gruppo anarchico milanese, iniziando quella
che sarebbe diventata una vera e propria tradizione, portata avanti per anni da un’insegnante: Francesco del Casino, autore della maggior parte dei murales del paese, che con linguaggi figurativi tratti dai grandi artisti del passato, da Picasso a Leger, da Dalì al moralismo sudamericano affidano ai dipinti le immagini e le voci non solo di una comunità, ma di un'isola intera.



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