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Abitanti: 1.800
Superficie: 2.734 HA |
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Sant'Antoni de su Ho 'u.:
(fuoco di S. Antonio)
Harrase 'are. (Carnevale):
S. Bartolomeo ad Agosto. S'Istrumpa.
24 Giugno: S. Giovanni
27 Giugno: S. Pietro
2 Settembre: S. Basilio
29 Settembre: S. Michele |
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Comune di Ollolai:
Tel. 0784/51051
Guardia Medica:
Tel. 0784/53145
Pro-Loco di Ollolai:
Tel. 0784/51419 |
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ollolai@bimtaloro.it |
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Il paese di Ollolai si presenta al visitatore immerso in una natura aspra e selvaggia, circondato da querce e lecci secolari, in un ambiente ancora miracolosamente intatto.
Dai suoi 1038 metri, punta Sant’Istianu domina l’abitato, ricoperta da una fitta e splendida macchia mediterranea, ricca di corbezzoli, cisti e mirti, mentre da una delle due cime del massiccio granitico a ridosso del paese, Sa Punta de S’Asc’isorju, grazie ai 1127 m. di altezza, è addirittura possibile, nelle giornate serene, godere di un panorama mozzafiato: |
lo sguardo può spaziare indisturbato fino a vedere i due mari che bagnano sia la costa orientale che quella occidentale della Sardegna.
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Benché oggi sia un piccolo centro, Ollolai vanta un passato antichissimo: il territorio del paese fu abitato fin dal Neolitico, come ben mostrano gli scavi della zona di San Basilio, dove sta sorgendo un interessante parco archeologico che renderà fruibili i numerosi ripari sotto roccia e le sepolture utilizzate in antichità. In uno di questi ripari, chiamato "sa 'onca frabi'a", sono stati individuati addirittura sette strati ben differenziati che ne documentano, con grande abbondanza di materiale ceramico, l'uso a partire dal Neolitico Medio fino alla prima età del ferro. |
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Ollolai, benché non vi siano testimonianze scritte che avvalorino questa ipotesi, rivendica da sempre d’essere stato la sede di Ospitone “dux Barbaricinorum”, il comandante supremo dei sardi contro le forze |
degli invasori bizantini, e sicuramente assai ricco e potente era in passato se divenne capoluogo della regione geografica che dal paese prende il nome di Barbagia di Ollolai.
Nel circondario, il paese è rinomato per la straordinaria abilità delle sue donne nel realizzare bellissimi cesti in asfodelo, vere e proprie opere d’arte, e all’aver conservato la tradizione della pratica di un’antichissima lotta corpo a corpo: S’Istrumpa. Il rinvenimento di alcuni bronzetti nuragici, denominati |
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“Sos Gherradores”, testimoniano che questa lotta si attuava, con modalità identiche, fin da epoca nuragica. Attualmente S’istrumpa ha ottenuto il riconoscimento internazionale, entrando nel 1995 a far parte della federazione delle lotte celtiche.
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